Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Multimedialità, polidisciplinarietà, contaminazione

05/05/2010

Appunti di Michele Trenti

Questo è il tempo delle commistioni di mezzi e stili, in ogni settore e genere di attività; indubbi sono i vantaggi ed ancor maggiori le potenzialità di tali commistioni. La prassi non è invenzione recente: la tragedia graca nasce così. Fondamentalmente si può parlare di multimedialità – in senso generale - secondo due criteri, a volte coesistenti: come procedimento nel quale si utilizza un’interazione di linguaggi alla ricerca di significati risultanti dall’incontro di essi – risultati aggiunti, non presenti nei linguaggi singolarmente presi; oppure come metodo di produzione che si avvale di una complessità di mezzi per indurre sensazioni composite, le quali risulterebbero accresciute di intensità “per accumulo” (secondo l’idea che un’affermazione gridata possa essere più vera della stessa sussurrata). L’abuso di questo secondo tipo di multimedialità ha avuto l’effetto collaterale di contaminare le capacità di percepire il semplice, perdendo di vista la reale valenza dei mezzi in campo; ciò si può osservare nel settore della cultura, dell’arte, del costume o della cucina.
Analogamente si consideri il fenomeno della contaminazione, che nella maggior parte dei casi funge da alibi ad una povertà di contenuti e ad una incapacità di elaborazione dei linguaggi piuttosto che da elemento di sviluppo del mezzo espressivo.