Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Distanze fra mondi musicali

27/08/2005

Appunti di Michele Trenti

Come si rileva da più parti, mai come nel nostro tempo si è verificata una situazione di distanza fra la musica che si ascolta ogni giorno (di cui si è, si può dire, circondati) ed il linguaggio della musica cosiddetta colta. Certamente mai si è “consumato” tanta musica come oggi, attraverso una facilità di diffusione impensabile prima; e probabilmente l’enorme incremento quantitativo della richiesta ha livellato verso il basso la qualità dell'offerta. Però è anche vero che le scelte strategiche di organizzatori, di direttori artistici e sovente degli stessi compositori, hanno contribuito a scardinare un rapporto fra musicisti e pubblico già minato profondamente dall’inadeguatezza dei programmi educativi nelle scuole. Per quanto riguarda la maggioranza delle programmazioni istituzionali si è assistito alla proposta costante di lavori scelti per criteri estranei alla qualità artistica, causa incompetenza o impostazioni ideologiche o di lobby. Al contrario, lavori di qualità, che hanno anche le caratteristiche per fungere da “aggancio” fra le posizioni del grande pubblico e le esigenze espressive dei professionisti, non hanno trovato spazio. Una competenza intelligente ed il necessario senso di responsabilità di chi ha il compito di programmare le attività musicali sono le condizioni per una graduale riconquista di un rapporto di fiducia dell’elite professionale con gli ascoltatori ed appassionati di musica.