Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Genialità di Haydn

15/10/2009

Appunti di Michele Trenti

Il percorso che porta Haydn ad elaborare il linguaggio musicale del Classicismo viennese, a partire dallo stile galante, è uno dei fenomeni più stupefacenti e fecondi della storia della musica. Tutti i musicisti dalla fine del Settecento in poi devono a lui l’aver dato forma sistematica ai concetti basilari del comporre moderno. Pur non possedendo Haydn l’innata fantasia mozartiana né la folgorante potenza espressiva beethoveniana, o la celestiale ispirazione schubertiana, egli ebbe l’intuito, la lucidità e la paziente perseveranza nella ricerca che gli permisero di essere l’artefice di un nuovo linguaggio, che è conqista di una vita; gli altri grandi non avrebbero avuto le caratteristiche adatte a realizzare un tale compito. Se lo stile si è ampiamente evoluto attraverso ognuno dei successori di Haydn, i princìpi costruttivi da lui individuati, nei Quartetti, nelle sinfonie londinesi, nella “Creazione” o in alcune sonate pianistiche, improntano la musica occidentale in modo diretto fino al Novecento. La tecnica dell’elaborazione tematica, che trae ogni elemento della composizione da un minimo nucleo originario (affondando a sua volta le radici nel linguaggio bachiano), apre la strada alla musica contemporanea, e si collega direttamente all’opera di Schoenberg, rivelando l’ideale affinità della prima con la seconda Scuola di Vienna.