Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Dal vivo o no?

18/10/2009

Appunti di Michele Trenti

Le attività di divulgazione della musica possono avvalersi da ormai quasi un secolo di strumenti di riproduzione che hanno radicalmente cambiato le prospettive del fare musica, in maniera analoga a quanto avvenne nel Seicento in Europa con l’avvento dei teatri pubblici. La disponibilità sempre più semplice, economica e perfezionata di registrazioni audio e video costringe ad una riflessione sulla funzione della musica dal vivo oggi. Sono da analizzare gli elementi insostituibili della manifestazione dal vivo e quelli che possono vantaggiosamente essere delegati alla musica riprodotta. Se il concerto non è da tempo la forma di ascolto più diffusa, né il mezzo per conoscere nuova musica, passando alla differenza tra conoscenza e fruizione estetica la forma dal vivo è sempre privilegiata. Ogni aspetto dell’organizzazione deve allora essere funzionale a tale concezione. Ulteriormente vanno valutate caratteristiche ed esigenze del pubblico, e differenze locali suggeriscono formule modulabili: orari, durate, programmi, soluzioni logistiche e modo di presentazione sono fattori oggi troppo standardizzati. Le istituzioni che fruiscono di importanti sovvenzioni avranno il compito di fare, coraggiosamente, da capofila in tali cambiamenti epocali. Il minore spazio per esecuzioni di livello medio-basso costringerà infine a provvedimenti per garantire l’alimentarsi di un livello alto.