Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

"Sapere" e agire

28/12/2009

Appunti di Michele Trenti

Negli ultimi tempi affiora nuovamente con evidenza la consapevolezza del salto che c’è in tema di comportamenti dell’uomo tra il comprendere ciò che è buono (ciò che in senso generale è da considerare positivamente) e l’essere capaci di farlo realmente. Tra il “sapere” e la scelta dell’azione non vi è diretta corrispondenza, e chi sa spiegare con lucidità l’ideale di comportamento, quale che sia il punto di vista, non è sempre in grado di adeguarvisi nella pratica, mentre spesso lo è chi si affida ad un istintivo buon senso. Certamente il rapporto tra conoscenza e capacità morale è da scoprire, ovvero “esperire” personalmente, e il concetto di sapienza va esteso oltre quello di possedere cognizioni. Sono riconducibili a questi motivi alcune tendenze della musica contemporanea, essenzialmente provenienti da ambienti di cultura ortodossa e paesi che hanno conosciuto drammatiche privazioni: Pärt, Gorecky, Kanchely, (certe esperienze precedenti da Stockhausen a Cage ne sono, in modo diverso, anticipatrici) propongono una dimensione in cui l’esperienza di un ascolto dal vero offre altro rispetto a qualunque approccio di tipo teoretico.
Se ciò può applicarsi in definitiva ad ogni musica e in ogni tempo, oggi il problema è focalizzato in maniera affatto particolare.