Appunti dal web, dagli scritti di Michele Trenti

Generi musicali

15/05/2007

Appunti di Michele Trenti

Sempre più frequentemente si constata come i termini”classico”, “leggero”, “colto”, “serio”, riferiti alla musica, siano decisamente obsoleti e deboli rispetto all'obiettivo di esprimere reali contenuti. La semiotica applicata alla musica adotta un approccio più efficace distinguendo tipi di musica in funzione della destinazione per cui è concepita. Alcune musiche hanno lo scopo di stimolare il movimento, ed adottano pregnanti, semplici e ripetitivi elementi ritmici; altre si prefiggono di indurre determinati stati psicologici, in genere passivi, atti a recepire messaggi subliminali, facendo uso di timbri ed armonie consone; in altri casi si convogliano messaggi sociali, o si accompagnano momenti rituali. Dalla fine del Medioevo la civiltà occidentale – anche in questo erede della Grecia classica – ha concepito per la musica un valore autonomo ed un significato “estetico”. Il termine “classico”, in senso più profondo di quello generalmenbte abusato, denota l’intento di prescindere dalle mode momentanee ed essere in qualche modo messaggio per ogni tempo, mentre l’indicazione “musica d’arte” si riferisce per essenza ad un genere i cui connotati linguistici fanno leva sui concetti di coscienza e libertà, e sulle facoltà ad essi riconducibili, in ciò contrapponendosi ai generi di consumo che tendono ad inibire tali facoltà.